donazioni                                     INVIA LE TUE SEGNALAZIONI                             COMMENTA SU FACEBOOK  

   

polizia-di-stato-300x211Il commissariato di polizia San Cristoforo di Catania, nel quartiere che costituiva il vecchio cuore della mafia, sta finendo abbandonato in una struttura che presenta i segni della sfida portata dalla malavita contro lo Stato. Lo denuncia in un duro comunicato la segreteria nazionale Autonomi di Polizia (www.autonomidipolizia.it), rilevando che l'ingresso del commissariato mostra ancora i segni di un attentato dinamitardo subito lo scorso Capodanno, per fortuna senza conseguenze alle persone. Sul citofono e sulla facciata dell'edificio sono ancora evidenti, inoltre, le rosate di fucilate a pallini sparate qualche anno addietro. Al di là di quelle mura operano una ventina di agenti con un dirigente, impegnati in servizi importanti, in un avanposto che dovrebbe rappresentare la legalità. "Quell'avanposto - scrive Adp sollecitando il questore di Catania - è l'emblema della nostra istituzione in città e merita di non essere più trascurato"

Il sindacato ADP-Autonomi di Polizia ha iniziato una campagna di sensibilizzazione per chiedere l'abolizione dell’art. 53 del dpr 335/1982, in base al quale il poliziotto che si candida ad elezioni “non può prestare servizio per tre anni nell'ambito della circoscrizione nella quale si è presentato come candidato”.

L'ADP, in un comunicato dal titolo “Noi poliziotti appestati”, scrive che “dopo anni di lotte tese a migliorare le condizioni dei poliziotti tutti, si assiste ancora a dover sopportare che l’esserti candidato è come aver commesso un gesto insano, come essere stato contagiato dalla peggiore malattia infettiva, trovandoti così costretto a ricominciare daccapo ed essere trattato come un novellino contro il quale fare riemergere anche la più recondita manchevolezza mai considerata prima della tua candidatura.Tutto diventa un susseguirsi di ricorsi, di istanze, di pareri: qui no… là forse… meglio qui; come se l’agente di polizia fosse un animale rognoso maltrattabile senza riguardo.

Oscure minacce per email contro la casa editrice Gruppo Edicom e lo scrittore, partite dalla provincia di Padova, si susseguono dal 23 febbraio per tentare di fermare la diffusione del libro "Yara, orrori e depistaggi" del giornalista Salvo Bella, che ha aperto la nuova collana "Il delitto". I fatti, prontamente denunciati ai carabinieri di Cerro Maggiore, sono all'esame dell'autorità giudiziaria; ma - informa una nota di Gruppo Edicom - ciò che poteva sembrare inizialmente il frutto della mente di un esaltato si è successivamente appalesato con la ripetizione delle minacce, diventate farneticanti, un vero e proprio attacco alla libertà di pensiero e di stampa.

La vicenda è vieppiù inquietante perché non sono ancora noti i motivi dell'accanimento né la natura del pregiudizio che si vuole arrecare per impedire che si conosca il contenuto del libro inchiesta su un orrendo delitto rimasto ancora impunito. IL CASO

 

Un’email alla casa editrice annuncia l’intenzione di fermare in ogni modo la pubblicazione del libro-inchiesta del giornalista Salvo Bella

“Sono disposto a tutto perché questo cazzo di libro non esca”, è scritto in una email ricevuta la sera del 23 febbraio dal Gruppo Edicom, casa editrice del libro Yara, orrori e depistaggi, sull’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate (Bergamo) scomparsa la sera del 26 novembre 2010, il cui corpo è stato ritrovato in un campo 4 mesi più tardi.

L’email era firmata e accompagnata dal recapito telefonico dell’autore, che si è identificato come l’imprenditore padovano che nel dicembre 2013 aveva messo a disposizione 20 mila euro in contanti a chi, tramite il Giornale di Bergamo, avesse fornito notizie utili a risolvere il caso.

Salvo Bella, sessantaquattrenne giornalista di nera autore del libro, ha quindi chiamato il numero indicato.... OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE

“Sono disposto a tutto perché questo cazzo di libro non esca”: queste le minacce rivolte alla nostra casa editrice e al giornalista e scrittore Salvo Bella per il libro “Yara, orrori e depistaggi”, da lui scritto sul caso di Yara Gambirasio, la ragazza sparita la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra e ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 a Chignolo d’Isola e Madone, sempre nel Bergamasco.

Bella, catanese, 64 anni, ultradecano della cronaca nera in Sicilia, dove si è occupato per svariati anni di mafia, ha denunciato l’accaduto alle autorità competenti. Verosimilmente, autore delle minacce risulterebbe al momento una persona che ha messo a disposizione del “Giornale di Bergamo” ventimila euro da destinare a chiunque fornisca notizie utili per identificare l’assassino di Yara.

L’autore delle minacce tenta di indurre scrittore e casa editrice a bloccare la diffusione del libro, per motivi al momento oscuri, sui quali dovrà far luce l’autorità giudiziaria.  IL CASO

yaraBella non è proprio l'ultimo arrivato se si parla di indagini giornalistiche: per anni, infatti, ha seguito i più spinosi casi di mafia in Sicilia e in Calabria, subendo le peggiori ripercussioniLa famiglia Gambirasio avrebbe bloccato il libro di Salvo Bella "Yara, orrori e depistaggi", appena pubblicato da Gruppo Edicom, che ha smentito la notizia definendola finalizzata a nascondere la verità sull'uccisione della ragazza.
Altri due libri in preparazione sul giallo di Yara Gambirasio che stavano vedendo la luce nel 2011 non furono in passato pubblicati. La parrocchia di Brembate di Sopra,  il paese in cui viveva Yara, stava preparando un volume con l'aiuto del parroco Don Corinno Scotti, che rinunciò all'iniziativa su espressa richiesta della famiglia. Nello stesso anno l'infermiere Alessandro Castellani di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo non diede alle stampe un suo libro perché subito dopo l'annuncio fu addirittura sospettato perché conosceva alcuni particolari non noti della vita di Yara.
Il libro di Salvo Bella è l'unico uscito finora sull'uccisione di Yara. La notizia  del suo "blocco" è apparsa sul sito www.intopic.it, nel quale si legge che "la famiglia Gambirasio ha costretto la casa editrice a ritirarlo dal mercato". A Gruppo Edicom non si dichiarano stupiti: "Il giornalista Salvo Bella ha compiuto un'analisi approfondita sul fallimento delle indagini e chiama in causa personaggi di apparati dello Stato che avrebbero commesso dei depistaggi. La particolarità del contenuto ha diffuso atteggiamenti reverenziali e posizioni di autocensura per non dispiacere dei potenti tirati in ballo con nomi e cognomi, cercando in tal modo di mettere tutto a tacere. Nel Bergamasco molte librerie hanno rifiutato il libro, ma la famiglia Gambirasio non c'entra e semmai avrebbe potuto adoperarsi per diffonderlo anziché per bloccarlo: né noi né l'autore del libro abbiamo avuto con loro, direttamente o indirettamente, alcun contatto".
 
 
 
 

Malaffare, mafia e politica: anche a Catania c'è adesso chi trema dopo la sentenza del gup Marina Rizza, che ha condannato a sei anni e otto mesi di reclusione per concorso esterno in associzione mafiosa l'ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per l’Autonomia. La procura della repubblica aveva chiesto la condanna a dieci anni. Nel corso del procedimento, Lombardo, che si protesta innocente, si era dimesso da governatore il 30 luglio del 2012.

L'inchiesta riguarda vicende di politica, clientelismo e mafia nel capoluogo etneo, dove la malavita organizzata avrebbe indirizzato i voti verso "amici" in cambio di favori in rapporti con pubbliche amministrazioni. Gli atti per processo sono tornati al pubblico ministero per valutare la posizione di Mario Ciancio Sanfilippo, editore e direttore del quotidiano "La Sicilia", il cui nome è finito nelle intercettazioni telefoniche alla base delle accuse.

A Catania 'è chi trema per il filone di indagini, che apre uno squarcio importante, con una nuova stagione giudiziaria che manifesta finalmente la mancanza di soggezioni nei confronti di ambienti di potere considerati in passato intoccabili.

Servizio RSS - Db_news offerto da www.carabinieri.it
  • Armi: due pistole e due fucili trovati da Cc nel soveratese
    (ANSA) - CHIARAVALLE CENTRALE (CATANZARO), 22 APR - I carabinieri della Compagnia di Soverato, nel corso di una battuta nella zona delle preserre catanzaresi, insieme allo Squadrone eliportato Cacciatori Calabria e di unità cinofile anti-esplosivo, hanno trovato una pistola revolver 44 magnum, una pistola con canne parallele senza matricola, due fucili cal. 12, 90 cartucce di vario calibro, 5 involucri, per complessivi 100 grammi, con hascisc e marijuana, e 4 bilancini di precisione. Armi e droga erano nascoste tra la vegetazione in un'area impervia di Chiaravalle Centrale. La battuta è stata disposta dopo segnalazioni relative alla presenza di un armadio blindato divelto e di possibile provenienza furtiva. Le ricerche sono proseguite anche in alcuni vicini casolari, abitati e non, con la scoperta di 6 flaconi di metadone e un block-notes contenente appunti manoscritti, con conseguente denuncia di un giovane del posto. Le armi verranno inviate al Ris di Messina per i successivi accertamenti tecnici. (ANSA).
  • Festa a Verona per l'associazione nazionale carabinieri
    Sfilata nel centro cittadino Roma, 22 apr. (askanews) - Festa a Verona per l'Arma dei carabinieri. Oggi c'è stata la sfilata dei radunisti che hanno percorso le principali vie del centro, in occasione del XXIV raduno dell'Associazione Nazionale Carabinieri. Alla presenza del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e del Presidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri Generale di Corpo d'Armata Libero Lo Sardo hanno sfilato oltre 80.000 Carabinieri in servizio e in congedo. Ha aperto la sfilata la Banda dell'Arma dei Carabinieri, seguita dalla Bandiera di Guerra, da una Compagnia di Carabinieri in Grande Uniforme Storica e da una Compagnia rappresentativa dei reparti Territoriali. A seguire il Medagliere dell'Arma dei Carabinieri, i Vertici dell'Istituzione in servizio e in congedo con i decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare, i componenti degli organismi di Rappresentanza militare e le compagnie del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa e del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa. Ha poi sfilato un secondo blocco aperto dalla Bandiera dell'Associazione Nazionale Carabinieri, seguito dai Vice Presidenti e dal Segretario Nazionale del Comitato Centrale dell'A.N.C., dai ragazzi dell'Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri, dalle sezioni estere e dai gruppi omogenei di ex Corazzieri, Carabinieri di Montagna, Subacquei, elicotteristi e Carabinieri ausiliari, da una rappresentanza degli "Angeli del Fango", carabinieri impiegati nell'opera di salvataggio dopo l'alluvione di Firenze del 1966, e infine da rappresentanze delle Associazioni d'Arma di Verona e di ex allievi della Scuola Militare "Nunziatella". E' stato quindi il turno del terzo blocco, aperto dalla Fanfara del 3° Reggimento "Lombardia" e composto dagli Ispettorati Regionali dell'Associazione Nazionale Carabinieri, e del quarto, rappresentativo dell'organizzazione di volontariato dell'Associazione con cinofili e mezzi, chiuso dai mezzi antincendio dei Vigili del fuoco e da pattuglie di Carabinieri a Cavallo. (Segue) Red/Nav
  • Festa a Verona per l'associazione nazionale carabinieri -2-
    Roma, 22 apr. (askanews) - La manifestazione dei carabinieri a Verona si è conclusa in Piazza Bra con la resa degli Onori alle Autorità. La sfilata ha coinvolto, dalle 9 alle 14, i soci provenienti dalle 1.690 Sezioni dell'Associazione Nazionale Carabinieri sparse sul territorio nazionale e dalle 34 sezioni estere, dal Canada all'Argentina, dall'Australia al Sud Africa, che si sono mescolati ai colleghi dell'Arma in servizio dando vita alla festosa manifestazione. Si è trattato del più importante momento della vita associativa di un sodalizio depositario della secolare tradizione di fedeltà dell'Arma, che si è confermato ancora una volta vivo e presente nel tessuto connettivo della società - si spiega in una nota - nella quale e per la quale opera assiduamente, in naturale prosecuzione di quel vincolo di appartenenza alla comunità che caratterizza l'Arma in servizio. A testimoniarlo, la presenza alla sfilata di numerosi Sindaci e Presidenti di Provincia con Gonfaloni, che rappresentavano idealmente quel sentimento di fiducioso affidamento con il quale sempre di più le comunità italiane gratificano i presìdi dell'Arma, integrandoli a tutti gli effetti nel loro patrimonio. Un impegno, quello dell'Associazione Nazionale Carabinieri, che si esplica nel settore del volontariato e della protezione civile, grazie all'instancabile ed entusiastica opera dei 125 Nuclei di Protezione Civile e dei 370 gruppi di volontariato costituiti su tutto il territorio nazionale, i cui mezzi hanno oggi accompagnato i radunisti nella sfilata. Numerose anche le famiglie dei soci, provenienti da ogni parte d'Italia, la cui presenza sottolinea l'importanza del loro sostegno e dimostra come possano considerarsi esse stesse cellule della più grande famiglia dell'Arma, il cui denominatore comune è costituito dall'incondizionata adesione al patrimonio di Valori che da sempre contraddistinguono l'Istituzione. Red/Nav
  • NAPOLI: CARABINIERI TROVANO PISTOLA NASCOSTA IN PALAZZINA, SEQUESTRATA
    Napoli, 22 apr. (AdnKronos) - Perquisendo una palazzina del complesso ''ex legge 219'' i Carabinieri della stazione di Brusciano della Compagnia di Castello di Cisterna hanno trovato un revolver con matricola abrasa e 4 cartucce: il tutto era nascosto in una scatola di derivazione dell'impianto elettrico vicino all'ascensore condominiale. L'arma e le munizioni sono state sequestrate. (Rre/AdnKronos)
  • CASERTA: IN AUTO CON TRE CHILI DI HASHISH, ARRESTATO
    Caserta, 22 apr. (AdnKronos) - E' stato sorpreso dai Carabinieri di Caserta mentre a Marcianise, in auto, stava trasportando 30 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 3 chili. F.A., di 26 anni, è stato arrestato per trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga, sequestrata dai militari, era nascosta in una busta sotto il sedile del passeggero. Il 26enne si trova ora agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo. (Dan/AdnKronos)
  • Droga:scoperta una centrale dello spaccio nel Vallo di Diano
    (ANSA) - PADULA (SALERNO), 22 APR - In un casolare di Padula, nel salernitano, scoperta una vera e propria centrale dello spaccio di sostanze stupefacenti da parte dei carabinieri della Compagnia di Sala Consilina. I militari, a seguito di appostamenti, hanno fatto irruzione nella struttura fatiscente ubicata in località Fiumicello sequestrando 138 grammi di sostanza stupefacente (di cui gr. 94 di hashish e gr. 44 di marijuana) già suddivisa in dosi, un bilancino elettronico di precisione, un grinder (oggetto impiegato per la triturazione della cannabis), 400 bustine in cellophane per il confezionamento, 18 bustine di ketoprofene, sostanza chimica utilizzata per il taglio delle droghe. I carabinieri, guidati dal capitano Davide Acquaviva, hanno tratto in arresto due giovani valdianesi, di 19 e 20 anni, uno dei quali già noto alle forze dell'ordine. L'operazione è scaturita da una serie di controlli antidroga per arginare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nel Vallo di Diano. (ANSA).
  • BRINDISI: CAMION CON 12 QUINTALI DI CAVI DI RAME RUBATO, ARRESTATO AUTISTA
    trafugato da centrale Enel Brindisi, 22 apr. (AdnKronos) - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi, congiuntamente ai militari della Stazione di Tuturano, nel corso della notte hanno arrestato, nella flagranza del reato di furto aggravato, Angelo Andriulo, 56enne di Brindisi. A seguito dei servizi preventivi nel territorio, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati, l'uomo è stato sorpreso alla guida di un autocarro OM 50 con oltre 600 metri di cavi in rame, del peso complessivo di 12 quintali per un valore di 30mila euro, asportati dalla centrale termoelettrica ''Federico II'' nella zona industriale di Brindisi. L'arrestato alla guida dell'autocarro, unitamente a due complici, inseguito dai Carabinieri non ha accennato a diminuire l'andatura e ha terminato la corsa in un canale di scolo. I due complici grazie all'oscurità sono riusciti a dileguarsi per le aree circostanti e sono attivamente ricercati. Nel corso della perquisizione all'interno dell'abitacolo dell'autocarro è stata rinvenuta una ricetrasmittente ancora in funzione e un binocolo, utilizzati per l'azione delittuosa. I 209 tranci di cavi di rame, della lunghezza di 3 metri ognuno, sono stati restituiti alla centrale Enel. Andriulo, dopo le formalità di rito, è stato associato nella casa circondariale di Brindisi. (Rre/AdnKronos)

racconti-gialliQui puoi pubblicare un Tuo racconto giallo inedito,
farlo leggere e votare dai Tuoi amici.

 

COME FARE

Allega il file del Tuo racconto inedito (in uno dei seguenti formati: doc, rtf, pdf) a una email, inserisci nel corpo del messaggio le Tue generalità complete (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, telefono) e invia all'indirizzo

                                                                                                            Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Inviando il racconto assicuri che l'hai scritto Tu, detieni su di esso tutti i diritti e non pretendi nulla per l'eventuale pubblicazione. 

yara
 

Yara GambirasioYara Gambirasio sparì a 13 anni la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra, mentre a piedi si dirigeva a casa subito dopo essere uscita da una palestra. Fu trovata poi uccisa il 26 febbraio 2011 a Chignolo d'Isola.

 

 

 

Silenzi e piste sconcertanti hanno allontanato dalla verità

Paolo BorsellinoVincenzo Ricciardi

Il giornalista Salvo Bella nel suo libro "Yara, orrori e depistaggi" pubblicato da Gruppo Edicom chiama in causa le istituzioni per il fallimento delle indagini.

La ricostruzione mette in luce che le indagini sono state complesse e di una laboriosità non sempre giustificata, soprattutto dopo il ritrovamento del cadavere di Yara. Nulla avvalorerebbe finora l'ipotesi, seguita quasi a senso unico dagli inquirenti, che la ragazza sia stata sequestrata e uccisa a scopo sessuale. Le indagini sono state però rese più difficili da una sorta di inquinamento ambientale e dal privilegio di qualche pista suggestiva. Il questore di Bergamo Vincenzo Ricciardi aveva dichiarato per tre mesi che avrebbe riportato Yara viva a casa e indirizzava evidentemente gli investigatori sull'errata supposizione che la ragazza fosse viva e ostaggio di rapitori.

Ricciardi, andato in pensione, non era però un funzionario qualsiasi: aveva lavorato infatti alla squadra mobile di Palermo gomito a gomito con Arnaldo La Barbera, uno degli uomini più prestigiosi che la polizia abbia mai avuto, e in quelle circostanze contribuì all'arresto degli assassini del giudice Paolo Borsellino: peccato, però, che si trattò di un depistaggio, per tenere lontani dalle indagini i veri autori della strage. 

Il Giornale di Bergamo: un telefono per le segnalazioni

Il Giornale di Bergamo ha raccolto l'iniziativa di un imprenditore di Padova che ha messo a disposizione ventimila euro per chiunque fornisca notizie utili alla cattura dell'assassino di Yara Gambirasio. Il quotidiano ha attivato il numero verde 329 1129 468, attraverso il quale è possibile fare le segnalazioni.

Un messaggio “intercettato” involontariamente ha fatto temere giovedì per mezz’ora che sabato 15 febbraio sarebbe saltato in aria a Venezia il Ponte di Rialto, ma la Polizia Postale di Milano, subito avvertita, ha suggerito di presentare alle 9 dell’indomani una denuncia.

“Sarà phishing, può presentare una denuncia”.

“Ma non è un messaggio trappola. Questo è autentico, è pervenuto a noi per errore e vorrei informarvi del contenuto, che mi sembra sospetto. Si parla di scatoloni e grandi sacchi da portare sabato sotto il Ponte di Rialto. Se vogliono farlo saltare in aria?”.

“Vuole istruzioni? Chiami domani alle 9”.

Questa è la sintesi della bizzarra conversazione avvenuta giovedì 13 febbraio al telefono poco dopo le ore 17 non fra due buontemponi: uno degli interlocutori, infatti, stava rispondendo dal Compartimento Polizia Postale Lombardia di Milano, cioè uno dei più importanti organismi con personale che ha specifiche qualifiche professionali e approfondite conoscenze informatiche e di polizia giudiziaria.

Nessuno, comunque, voleva far saltare il Ponte di Rialto: poco dopo, infatti, l’ha potuto chiarire con un rapido accertamento un maresciallo dei carabinieri.

L'ARTICOLO

 

yara

Un libro di Salvo Bella su Yara Gambirasio è il primo della nuova collana di Gruppo Edicom “Il delitto”, dedicata alla ricostruzione di fatti criminali che in questi ultimi anni hanno allarmato particolarmente l’opinione pubblica. Il libro evidenzia che le indagini sul misterioso omicidio sono fallite a causa di gravi depistaggi: da Borsellino a Yara, chi nasconde le verità.   IL CASO

Salvo Bella
"Yara, orrori e depistaggi"
euro 13,00 

   

News  

Informazioni

yara
 
   

CoolFeed Module  

   
© MY WORK