donazioni                                     INVIA LE TUE SEGNALAZIONI                             COMMENTA SU FACEBOOK  

   

Il sindacato ADP-Autonomi di Polizia ha iniziato una campagna di sensibilizzazione per chiedere l'abolizione dell’art. 53 del dpr 335/1982, in base al quale il poliziotto che si candida ad elezioni “non può prestare servizio per tre anni nell'ambito della circoscrizione nella quale si è presentato come candidato”.

L'ADP, in un comunicato dal titolo “Noi poliziotti appestati”, scrive che “dopo anni di lotte tese a migliorare le condizioni dei poliziotti tutti, si assiste ancora a dover sopportare che l’esserti candidato è come aver commesso un gesto insano, come essere stato contagiato dalla peggiore malattia infettiva, trovandoti così costretto a ricominciare daccapo ed essere trattato come un novellino contro il quale fare riemergere anche la più recondita manchevolezza mai considerata prima della tua candidatura.Tutto diventa un susseguirsi di ricorsi, di istanze, di pareri: qui no… là forse… meglio qui; come se l’agente di polizia fosse un animale rognoso maltrattabile senza riguardo.

Oscure minacce per email contro la casa editrice Gruppo Edicom e lo scrittore, partite dalla provincia di Padova, si susseguono dal 23 febbraio per tentare di fermare la diffusione del libro "Yara, orrori e depistaggi" del giornalista Salvo Bella, che ha aperto la nuova collana "Il delitto". I fatti, prontamente denunciati ai carabinieri di Cerro Maggiore, sono all'esame dell'autorità giudiziaria; ma - informa una nota di Gruppo Edicom - ciò che poteva sembrare inizialmente il frutto della mente di un esaltato si è successivamente appalesato con la ripetizione delle minacce, diventate farneticanti, un vero e proprio attacco alla libertà di pensiero e di stampa.

La vicenda è vieppiù inquietante perché non sono ancora noti i motivi dell'accanimento né la natura del pregiudizio che si vuole arrecare per impedire che si conosca il contenuto del libro inchiesta su un orrendo delitto rimasto ancora impunito. IL CASO

 

Un’email alla casa editrice annuncia l’intenzione di fermare in ogni modo la pubblicazione del libro-inchiesta del giornalista Salvo Bella

“Sono disposto a tutto perché questo cazzo di libro non esca”, è scritto in una email ricevuta la sera del 23 febbraio dal Gruppo Edicom, casa editrice del libro Yara, orrori e depistaggi, sull’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate (Bergamo) scomparsa la sera del 26 novembre 2010, il cui corpo è stato ritrovato in un campo 4 mesi più tardi.

L’email era firmata e accompagnata dal recapito telefonico dell’autore, che si è identificato come l’imprenditore padovano che nel dicembre 2013 aveva messo a disposizione 20 mila euro in contanti a chi, tramite il Giornale di Bergamo, avesse fornito notizie utili a risolvere il caso.

Salvo Bella, sessantaquattrenne giornalista di nera autore del libro, ha quindi chiamato il numero indicato.... OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE

“Sono disposto a tutto perché questo cazzo di libro non esca”: queste le minacce rivolte alla nostra casa editrice e al giornalista e scrittore Salvo Bella per il libro “Yara, orrori e depistaggi”, da lui scritto sul caso di Yara Gambirasio, la ragazza sparita la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra e ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 a Chignolo d’Isola e Madone, sempre nel Bergamasco.

Bella, catanese, 64 anni, ultradecano della cronaca nera in Sicilia, dove si è occupato per svariati anni di mafia, ha denunciato l’accaduto alle autorità competenti. Verosimilmente, autore delle minacce risulterebbe al momento una persona che ha messo a disposizione del “Giornale di Bergamo” ventimila euro da destinare a chiunque fornisca notizie utili per identificare l’assassino di Yara.

L’autore delle minacce tenta di indurre scrittore e casa editrice a bloccare la diffusione del libro, per motivi al momento oscuri, sui quali dovrà far luce l’autorità giudiziaria.  IL CASO

yaraBella non è proprio l'ultimo arrivato se si parla di indagini giornalistiche: per anni, infatti, ha seguito i più spinosi casi di mafia in Sicilia e in Calabria, subendo le peggiori ripercussioniLa famiglia Gambirasio avrebbe bloccato il libro di Salvo Bella "Yara, orrori e depistaggi", appena pubblicato da Gruppo Edicom, che ha smentito la notizia definendola finalizzata a nascondere la verità sull'uccisione della ragazza.
Altri due libri in preparazione sul giallo di Yara Gambirasio che stavano vedendo la luce nel 2011 non furono in passato pubblicati. La parrocchia di Brembate di Sopra,  il paese in cui viveva Yara, stava preparando un volume con l'aiuto del parroco Don Corinno Scotti, che rinunciò all'iniziativa su espressa richiesta della famiglia. Nello stesso anno l'infermiere Alessandro Castellani di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo non diede alle stampe un suo libro perché subito dopo l'annuncio fu addirittura sospettato perché conosceva alcuni particolari non noti della vita di Yara.
Il libro di Salvo Bella è l'unico uscito finora sull'uccisione di Yara. La notizia  del suo "blocco" è apparsa sul sito www.intopic.it, nel quale si legge che "la famiglia Gambirasio ha costretto la casa editrice a ritirarlo dal mercato". A Gruppo Edicom non si dichiarano stupiti: "Il giornalista Salvo Bella ha compiuto un'analisi approfondita sul fallimento delle indagini e chiama in causa personaggi di apparati dello Stato che avrebbero commesso dei depistaggi. La particolarità del contenuto ha diffuso atteggiamenti reverenziali e posizioni di autocensura per non dispiacere dei potenti tirati in ballo con nomi e cognomi, cercando in tal modo di mettere tutto a tacere. Nel Bergamasco molte librerie hanno rifiutato il libro, ma la famiglia Gambirasio non c'entra e semmai avrebbe potuto adoperarsi per diffonderlo anziché per bloccarlo: né noi né l'autore del libro abbiamo avuto con loro, direttamente o indirettamente, alcun contatto".
 
 
 
 

Malaffare, mafia e politica: anche a Catania c'è adesso chi trema dopo la sentenza del gup Marina Rizza, che ha condannato a sei anni e otto mesi di reclusione per concorso esterno in associzione mafiosa l'ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per l’Autonomia. La procura della repubblica aveva chiesto la condanna a dieci anni. Nel corso del procedimento, Lombardo, che si protesta innocente, si era dimesso da governatore il 30 luglio del 2012.

L'inchiesta riguarda vicende di politica, clientelismo e mafia nel capoluogo etneo, dove la malavita organizzata avrebbe indirizzato i voti verso "amici" in cambio di favori in rapporti con pubbliche amministrazioni. Gli atti per processo sono tornati al pubblico ministero per valutare la posizione di Mario Ciancio Sanfilippo, editore e direttore del quotidiano "La Sicilia", il cui nome è finito nelle intercettazioni telefoniche alla base delle accuse.

A Catania 'è chi trema per il filone di indagini, che apre uno squarcio importante, con una nuova stagione giudiziaria che manifesta finalmente la mancanza di soggezioni nei confronti di ambienti di potere considerati in passato intoccabili.

Servizio RSS - Db_news offerto da www.carabinieri.it
  • Farmaci no ticket se comprati dal figlio, ortopedico sospeso
    (AGI) - Chieti, 24 feb. - E' stato sospeso per dieci mesi dalla professione un ortopedico, in servizio in un ospedale della provincia di Chieti, che proponeva farmaci scontati e cure mediche immediate ed esenti da ticket ai pazienti che accettavano di acquistare medicinali nella parafarmacia del figlio. La misura di interdizione, disposta dal gip del tribunale di Chieti, e' stata notificata dai carabinieri del comando provinciale, assieme ai colleghi del Nas di Pescara, a un noto medico di Ortona, 68 anni, accusato di vari reati, fra cui abuso d'ufficio. Secondo quanto emerso dalle indagini, l'ortopedico aveva indotto centinaia di pazienti ad acquistare prodotti nella parafarmacia del figlio quarantenne, denunciato per gli stessi reati contestati al padre. Gli inquirenti hanno rilevato un ingente danno economico per la Asl, che si e' tradotto in un indebito profitto per il farmacista. I dettagli dell'operazione saranno illustrati alle 11 in una conferenza stampa convocata nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Chieti, in via Arniense 102. (AGI) Rob
  • Aerei e hotel non pagati, chiesti due rinvii a giudizio
    (ANSA) - BOLOGNA, 23 FEB - I clienti prenotavano da loro una vacanza da sogno o semplicemente l'aereo per tornare a casa, ma poi si trovavano con hotel non pagati o biglietti di viaggio inesistenti. Compariranno il 6 aprile davanti al Gup i due titolari di un'agenzia di Bologna, la 'Franzoni Superviaggi Sas' di via D'Azeglio, dopo che il pm Beatrice Ronchi ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa continuata, falso in scrittura privata e insolvenza fraudolenta. La vicenda emerse a fine estate 2014 e delle indagini si occuparono i carabinieri. Per la Procura i due chiedevano ai clienti importi per viaggi o biglietti aerei, salvo poi non fornire alcun servizio o utilizzarli per altro. Gli utenti, infatti, versavano all'agenzia le somme per prenotare di alberghi o ticket, ma se ne trovavano poi sprovvisti perché questi non venivano pagati da parte dei titolari, che ne traevano un ingiusto profitto. L'inchiesta è partita da tre querele di clienti truffati, ma nella richiesta di rinvio a giudizio sono 35 le persone offese. (ANSA).
  • Droga:spaccio in bar Montelupo,licenza sospesa per 15 giorni
    (ANSA) - MONTELUPO FIORENTINO (FIRENZE), 23 FEB - Dovrà rimanere chiuso per 15 giorni il bar di Samminiatello, nel comune di Montelupo Fiorentino (Firenze), dove mercoledì scorso è stato arrestato un 33enne albanese che utilizzava il locale come luogo per lo spaccio di stupefacenti. La sospensione della licenza è stata disposta dalla questura e notificata oggi. In particolare i carabinieri, anche a seguito di segnalazioni da parte dei residenti, hanno accertato che nel bar si sarebbero ritrovate negli ultimi tempi molte persone già conosciute alle forze dell'ordine. I cittadini avevano notato strani movimenti e segnalato la cosa più volte la cosa ai militari. (ANSA).
  • Tenta di sfondare a spallate vetrina negozio, arrestato
    (ANSA) - BOLOGNA, 23 FEB - Ha danneggiato a spallate la vetrina di un negozio di abbigliamento, ma il 'colpo' è fallito e poco dopo l'aspirante ladro è stato arrestato dai Carabinieri. E' successo l'altra sera, poco prima delle 21, in via Emilia Levante, alla periferia di Bologna. A tentare il furto è stato D.V., 37enne romeno, già conosciuto alle forze dell'ordine. I militari lo hanno rintracciato nei paraggi, in stato di ebbrezza, dopo che un passante che portava a spasso il cane lo aveva visto accanirsi contro la vetrina della boutique Biagetti. Prima ha tentato di sfondare a spallate la porta a vetri, che ha retto, poi è riuscito a infrangere nello stesso modo una vetrina laterale. Ha infilato le mani all'interno per cercare di rubare qualcosa, ma senza riuscirci. (ANSA).
  • Donna colpita alla testa e rapinata in centro a Verona +RPT+
    (ANSA) - VERONA, 23 FEB - Due banditi questa mattina hanno rapinato una donna a Verona in centro storico. I due uomini hanno colpito la vittima con un pugno sulla testa e si sono impossessati della sua borsa fuggendo a piedi nelle vie limitrofe. Indagini e ricerche sono in corso da parte dei Carabinieri di Verona.(ANSA).
  • Agguato a Bitonto: due feriti, uno e' un 17enne
    (AGI) - Bari, 23 feb. - Due ragazzi, un 17enne ed un 29enne, sono stati feriti in un'agguato nella tarda mattinata tra i vicoli del centro storico di Bitonto (Ba). Entrambi sono stati ricoverati a Bari, uno al Policlinico, l'altro al "San Paolo" e non sarebbero in pericolo di vita. I carabinieri stanno indagando per ricostruire quanto accaduto e identificare i responsabili. Due mesi fa a Bitonto fu uccisa da una pallottola 'vagante' una pensionata di 84 anni, durante una sparatoria tra esponenti di 'clan' rivali tra i vicoli del borgo antico.(AGI) Tib
  • Tentarono di rapinare in casa anziano, tre arresti a Buddusò
    (ANSA) - OLBIA, 23 FEB - Spacciandosi per venditori di formaggio erano entrati nella casa di un pensionato olbiese di 89 anni con l'intento di derubarlo. Tre uomini di Buddusò - di 56, 48 e 28 anni - sono stati arrestati oggi per tentato furto aggravato dai carabinieri di Padru che hanno eseguito un provvedimento della Procura di Tempio Pausania. Il furto, tentato a fine novembre 2017 a Olbia, non riuscì per l'improvviso arrivo a casa dell'anziano, del nipote della vittima che riuscì ad indicare ai carabinieri il tipo di veicolo utilizzato dai malviventi durante la fuga. Le indagini dei Carabinieri di Padru, cui hanno partecipato anche i colleghi di Olbia e Ozieri, hanno permesso di identificare tutto il gruppo che ora si trova agli arresti domiciliari. (ANSA).
yara
 

Yara GambirasioYara Gambirasio sparì a 13 anni la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra, mentre a piedi si dirigeva a casa subito dopo essere uscita da una palestra. Fu trovata poi uccisa il 26 febbraio 2011 a Chignolo d'Isola.

 

 

 

Silenzi e piste sconcertanti hanno allontanato dalla verità

Paolo BorsellinoVincenzo Ricciardi

Il giornalista Salvo Bella nel suo libro "Yara, orrori e depistaggi" pubblicato da Gruppo Edicom chiama in causa le istituzioni per il fallimento delle indagini.

La ricostruzione mette in luce che le indagini sono state complesse e di una laboriosità non sempre giustificata, soprattutto dopo il ritrovamento del cadavere di Yara. Nulla avvalorerebbe finora l'ipotesi, seguita quasi a senso unico dagli inquirenti, che la ragazza sia stata sequestrata e uccisa a scopo sessuale. Le indagini sono state però rese più difficili da una sorta di inquinamento ambientale e dal privilegio di qualche pista suggestiva. Il questore di Bergamo Vincenzo Ricciardi aveva dichiarato per tre mesi che avrebbe riportato Yara viva a casa e indirizzava evidentemente gli investigatori sull'errata supposizione che la ragazza fosse viva e ostaggio di rapitori.

Ricciardi, andato in pensione, non era però un funzionario qualsiasi: aveva lavorato infatti alla squadra mobile di Palermo gomito a gomito con Arnaldo La Barbera, uno degli uomini più prestigiosi che la polizia abbia mai avuto, e in quelle circostanze contribuì all'arresto degli assassini del giudice Paolo Borsellino: peccato, però, che si trattò di un depistaggio, per tenere lontani dalle indagini i veri autori della strage. 

Il Giornale di Bergamo: un telefono per le segnalazioni

Il Giornale di Bergamo ha raccolto l'iniziativa di un imprenditore di Padova che ha messo a disposizione ventimila euro per chiunque fornisca notizie utili alla cattura dell'assassino di Yara Gambirasio. Il quotidiano ha attivato il numero verde 329 1129 468, attraverso il quale è possibile fare le segnalazioni.

Un messaggio “intercettato” involontariamente ha fatto temere giovedì per mezz’ora che sabato 15 febbraio sarebbe saltato in aria a Venezia il Ponte di Rialto, ma la Polizia Postale di Milano, subito avvertita, ha suggerito di presentare alle 9 dell’indomani una denuncia.

“Sarà phishing, può presentare una denuncia”.

“Ma non è un messaggio trappola. Questo è autentico, è pervenuto a noi per errore e vorrei informarvi del contenuto, che mi sembra sospetto. Si parla di scatoloni e grandi sacchi da portare sabato sotto il Ponte di Rialto. Se vogliono farlo saltare in aria?”.

“Vuole istruzioni? Chiami domani alle 9”.

Questa è la sintesi della bizzarra conversazione avvenuta giovedì 13 febbraio al telefono poco dopo le ore 17 non fra due buontemponi: uno degli interlocutori, infatti, stava rispondendo dal Compartimento Polizia Postale Lombardia di Milano, cioè uno dei più importanti organismi con personale che ha specifiche qualifiche professionali e approfondite conoscenze informatiche e di polizia giudiziaria.

Nessuno, comunque, voleva far saltare il Ponte di Rialto: poco dopo, infatti, l’ha potuto chiarire con un rapido accertamento un maresciallo dei carabinieri.

L'ARTICOLO

 

yara

Un libro di Salvo Bella su Yara Gambirasio è il primo della nuova collana di Gruppo Edicom “Il delitto”, dedicata alla ricostruzione di fatti criminali che in questi ultimi anni hanno allarmato particolarmente l’opinione pubblica. Il libro evidenzia che le indagini sul misterioso omicidio sono fallite a causa di gravi depistaggi: da Borsellino a Yara, chi nasconde le verità.   IL CASO

Salvo Bella
"Yara, orrori e depistaggi"
euro 13,00 

racconti-gialliQui puoi pubblicare un Tuo racconto giallo inedito,
farlo leggere e votare dai Tuoi amici.

 

COME FARE

Allega il file del Tuo racconto inedito (in uno dei seguenti formati: doc, rtf, pdf) a una email, inserisci nel corpo del messaggio le Tue generalità complete (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, telefono) e invia all'indirizzo

                                                                                                            Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Inviando il racconto assicuri che l'hai scritto Tu, detieni su di esso tutti i diritti e non pretendi nulla per l'eventuale pubblicazione. 

   

News  

Informazioni

yara
 
   

CoolFeed Module  

   
© MY WORK