Il tennis è davvero lo sport più sano al mondo?

Il tennis è davvero lo sport più sano al mondo? Ecco cosa dice la scienza

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Giulia Baroni

Il tennis non è solo uno sport elegante: muove tutto il corpo, stimola la mente e promuove una longevità notevole. Scopriamo come, grazie a evidenze scientifiche e testimonianze personali, possano spiegarsi i benefici unici di questo sport.

Vantaggi fisici ineguagliati

Quando ho invitato il mio collega Luca a una partita una domenica mattina, non pensavo che avrebbe scoperto qualcosa di più che una semplice passione. Dopo qualche settimana, mi ha confidato di sentirsi più energico e meno affaticato durante le lunghe giornate in ufficio. Il tennis, infatti, coinvolge l’intero corpo in movimenti rapidi e coordinati: sprint, cambi di direzione improvvisi e colpi potenti lavorano su forza muscolare, resistenza e agilità.

Brian Hainline, neurologo e presidente della United States Tennis Association, sottolinea che «il tennis esprime potenza, ingegnosità, equilibrio e determinazione» (USTA). A differenza di altri sport, richiede un uso versatile del sistema muscolo-scheletrico, con accelerazioni e bruschi arresti che migliorano la tonificazione di spalle, braccia, tronco e gambe (Gladstone, Mount Sinai Health System).

Babette Pluim, medico sportivo e consulente della Royal Netherlands Lawn Tennis Association, spiega che i carichi ripetuti stimolano la formazione di nuovo tessuto osseo, rinforzando le ossa. «Lo stress meccanico e l’aumento del flusso sanguigno favoriscono la salute dello scheletro» (RNLTA).

Inoltre, esercizi di flessione e rotazione tipici del tennis aumentano la mobilità articolare, mentre i colpi veloci migliorano la coordinazione. Secondo studi dell’American Journal of Sports Medicine, chi gioca regolarmente osserva un aumento della massa muscolare e una significativa riduzione del rischio di osteoporosi.

Infine, il gioco intervallato di intensità alta seguito da brevi pause “riproduce” un allenamento di cardio moderato prolungato, rafforzando il cuore. Rami Hashish, fisioterapista del National Biomechanics Institute, afferma che questo schema migliorerebbe la circolazione e abbasserebbe la pressione sanguigna (NBI).

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I benefici per la salute mentale

Quando mia zia Martina ha iniziato a prendere lezioni di tennis a 52 anni, cercava un modo per rilassarsi e socializzare dopo il lavoro. Non si aspettava che, oltre a migliorare il fisico, avrebbe notato un chiaro calo dello stress e un maggiore senso di benessere.

Il tennis richiede pianificazione strategica, scelte rapide e adattamento continuo, stimolando l’attenzione e la memoria. Megan Holmes, direttore del Physical Activity and Wellness Laboratory della Mississippi State University, spiega che il gioco sollecita la produzione del fattore neurotrofico derivato dal cervello (BDNF), favorendo la neuroplasticità e riducendo il rischio di declino cognitivo (MSU).

Jessica Schwartz, portavoce dell’American Physical Therapy Association, ricorda che chi gioca a tennis mostra tempi di reazione migliori e un controllo visivo superiore rispetto ai sedentari. «Giocare regolarmente riduce del 56% il rischio di malattie cardiache e aiuta a gestire ansia e depressione», afferma Schwartz (APTA).

Inoltre, lo studio Copenhagen City Heart Study ha evidenziato che i tennisti vivono in media 9,7 anni in più rispetto ai non praticanti di sport, grazie a un mix di benefici cardiovascolari, muscolo-scheletrici e di supporto sociale (Schnohr et al., 25 anni di ricerca).

Come iniziare?

Il mio amico Marco, appassionato di corsa, ha deciso di integrarla con il tennis per diversificare l’allenamento. Il suo primo passo è stato iscriversi a un club locale e prendere lezioni con un maestro certificato.

Secondo Rami Hashish, è fondamentale apprendere le basi—regole, tecniche di servizio e di gioco di gambe—con l’aiuto di un istruttore qualificato. Investire in una racchetta di qualità e scarpe da tennis adeguate è altrettanto importante per prevenire infortuni.

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Jessica Schwartz insiste sull’ascolto del proprio corpo: idratarsi, rispettare i tempi di recupero e non giocare su campi bagnati o in condizioni meteorologiche avverse. «Aumenta gradualmente le sedute settimanali per evitare sovraccarichi», raccomanda (APTA).

La professoressa Leslie Echols, tennista amatoriale e docente alla Missouri State University, ricorda che «non è mai troppo tardi per iniziare: ho preso la mia prima lezione a quarant’anni e intendo continuare finché posso».

Praticare tennis può trasformarsi in un’abitudine che migliora resistenza, mentale e fisica, stimola la socialità e, soprattutto, contribuisce a un benessere globale duraturo. Non resta che afferrare la racchetta e cominciare a muovere il primo passo verso una vita più sana.