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La struttura polivalente della Polizia di Stato a San Giuseppe La Rena di Catania è infestata da topi e scarafaggi: lo denuncia il sindacato Autonomi di Polizia (ADP), che vi ha tenuto davanti all’ingresso un sit-in di protesta per evidenziare il grave disagio del personale.

La struttura ospita diverse realtà operative della Polizia di Stato della Provincia di Catania, tra le quali l’Autocentro e la sede operativa del Reparto Prevenzione Crimine; è inoltre il centro vitale della Sezione Volanti e vi sono diversi alloggi di poliziotti, costretti persino a tamponare con plastiche e mezzi di fortuna i numerosi vetri infranti. Le infiltrazioni dovute alle piogge determinano veri e propri allagamenti, mettendo in serio pericolo l’incolumità degli addetti all’officina meccanica, che operano utilizzando un voltaggio di 380 volt.

Da diverso tempo l’ADP chiede una ragionevole azione di bonifica invitando i vertici della questura ad un radicale intervento che debelli i colombacci, i topi e le blatte che infestano i locali, ottenendo tuttavia risposte negative ai numerosi tentativi di incontro.

Un sottufficiale di polizia di Catania ha inviato a "Il delitto" un'agghiacciante testimonianza sul lassismo delle forze dell'ordine impiegate in servizio contro la violenza negli stadi, costrette di fatto a non intervenire contro i criminali ultras che attentano all'incolumità di spettatori e soprattutto di agenti e carabinieri: "Sono salvo per fortuna e ho visto bene in faccia chi mi ha lanciato una bomba, ma ho dovuto far finta di nulla: gli ordini sono questi e tutto deve risultare regolare".

Stadio "Massimino" di Catania, incontro Catania-Roma. Gli uomini sono schierati. Aldilà dei cancelli della curva nord, una sparuta folla di ultras grida slogan contro la squadra ospite. Si sentono botti da festa del patrono... tutto sotto controllo. D’un tratto, mentre li osservo dall'interno del furgone dove sono seduto lato passeggero, una bomba carta manca di poco il finestrino aperto del mio lato, sbatte sul parabrezza, rotola sul cofano, si incastra tra il faro sinistro e il rollbar, esplode. Il vetro del faro schizza in frantumi, il paraurti è seriamente danneggiato. Tutto tace.
Tra la folla qualcuno grida “Sbirro, ne ho altri cento...”. Sembra che non sia successo nulla, il servizio è regolare.
Azz... per fortuna non è successo nulla; ma se solo avessero centrato il finestrino, aperto e senza griglia, con me seduto là, te lo immagini? Se mi fosse arrivato addosso, o tra le gambe.... Ma non è successo nulla, il servizio di ordine pubblico è... regolare.
Roba da pazzi;, per quattro imbecilli di tifosi senza palle che avremmo dovuto schiacciare subito sotto i piedi e non per essere violenti o per dimostrare chissà cosa... ma solo perché mi hanno insegnato che... la difesa deve essere proporzionata all’offesa. Quanto meno bisognava disperdere quei quattro cretini, perché di questo si tratta, di quattro cretini; ma il servizio di O. P. per fortuna è stato regolare. Tanto gli uomini sono in gamba, non reagiscono, sono abituati a sopportare ben altro, anche a sentirsi dire “cretino” dal loro capo; perciò attendono come robot il comando di chi non vuole rischiare, non la guerriglia ma la sua carriera.
Nei miei 34 anni di servizio questa è la seconda volta che vado allo stadio di O. P. e per fortuna anche oggi sono tornato tutto intero. La seconda volta, capisci? Vuol dire che sono bravo? O stavolta toccava a me? Non importa. Io c’ero, ero lì come tanti altri miei colleghi e mi è andata bene. Alcuni sono pluriaddestrati, ben equipaggiati; altri come me solo Ubot e manganello: ti rendi conto? Io non sono un celerino, sono un investigatore... e come me anche le telecamere hanno “immortalato” e ripreso la scena così come anche quel criminale che gridava contro la polizia e tirava candelotti. Io l’ho visto bene e lo vedrò in giro per il quartiere della mia zona. Urlerà per il dolore che gli procurerà il “candelotto” di carte che scriverò contro di lui ogni volta che lo incontrerò per le strade, quelle della mia città.

polizia-di-stato-300x211Il commissariato di polizia San Cristoforo di Catania, nel quartiere che costituiva il vecchio cuore della mafia, sta finendo abbandonato in una struttura che presenta i segni della sfida portata dalla malavita contro lo Stato. Lo denuncia in un duro comunicato la segreteria nazionale Autonomi di Polizia (www.autonomidipolizia.it), rilevando che l'ingresso del commissariato mostra ancora i segni di un attentato dinamitardo subito lo scorso Capodanno, per fortuna senza conseguenze alle persone. Sul citofono e sulla facciata dell'edificio sono ancora evidenti, inoltre, le rosate di fucilate a pallini sparate qualche anno addietro. Al di là di quelle mura operano una ventina di agenti con un dirigente, impegnati in servizi importanti, in un avanposto che dovrebbe rappresentare la legalità. "Quell'avanposto - scrive Adp sollecitando il questore di Catania - è l'emblema della nostra istituzione in città e merita di non essere più trascurato"

Il sindacato ADP-Autonomi di Polizia ha iniziato una campagna di sensibilizzazione per chiedere l'abolizione dell’art. 53 del dpr 335/1982, in base al quale il poliziotto che si candida ad elezioni “non può prestare servizio per tre anni nell'ambito della circoscrizione nella quale si è presentato come candidato”.

L'ADP, in un comunicato dal titolo “Noi poliziotti appestati”, scrive che “dopo anni di lotte tese a migliorare le condizioni dei poliziotti tutti, si assiste ancora a dover sopportare che l’esserti candidato è come aver commesso un gesto insano, come essere stato contagiato dalla peggiore malattia infettiva, trovandoti così costretto a ricominciare daccapo ed essere trattato come un novellino contro il quale fare riemergere anche la più recondita manchevolezza mai considerata prima della tua candidatura.Tutto diventa un susseguirsi di ricorsi, di istanze, di pareri: qui no… là forse… meglio qui; come se l’agente di polizia fosse un animale rognoso maltrattabile senza riguardo”.

Oscure minacce per email contro la casa editrice Gruppo Edicom e lo scrittore, partite dalla provincia di Padova, si susseguono dal 23 febbraio per tentare di fermare la diffusione del libro "Yara, orrori e depistaggi" del giornalista Salvo Bella, che ha aperto la nuova collana "Il delitto". I fatti, prontamente denunciati ai carabinieri di Cerro Maggiore, sono all'esame dell'autorità giudiziaria; ma - informa una nota di Gruppo Edicom - ciò che poteva sembrare inizialmente il frutto della mente di un esaltato si è successivamente appalesato con la ripetizione delle minacce, diventate farneticanti, un vero e proprio attacco alla libertà di pensiero e di stampa.

La vicenda è vieppiù inquietante perché non sono ancora noti i motivi dell'accanimento né la natura del pregiudizio che si vuole arrecare per impedire che si conosca il contenuto del libro inchiesta su un orrendo delitto rimasto ancora impunito. IL CASO

 

Un’email alla casa editrice annuncia l’intenzione di fermare in ogni modo la pubblicazione del libro-inchiesta del giornalista Salvo Bella

“Sono disposto a tutto perché questo cazzo di libro non esca”, è scritto in una email ricevuta la sera del 23 febbraio dal Gruppo Edicom, casa editrice del libro Yara, orrori e depistaggi, sull’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate (Bergamo) scomparsa la sera del 26 novembre 2010, il cui corpo è stato ritrovato in un campo 4 mesi più tardi.

L’email era firmata e accompagnata dal recapito telefonico dell’autore, che si è identificato come l’imprenditore padovano che nel dicembre 2013 aveva messo a disposizione 20 mila euro in contanti a chi, tramite il Giornale di Bergamo, avesse fornito notizie utili a risolvere il caso.

Salvo Bella, sessantaquattrenne giornalista di nera autore del libro, ha quindi chiamato il numero indicato.... OSSIGENO PER L'INFORMAZIONE

“Sono disposto a tutto perché questo cazzo di libro non esca”: queste le minacce rivolte alla nostra casa editrice e al giornalista e scrittore Salvo Bella per il libro “Yara, orrori e depistaggi”, da lui scritto sul caso di Yara Gambirasio, la ragazza sparita la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra e ritrovata cadavere il 26 febbraio 2011 a Chignolo d’Isola e Madone, sempre nel Bergamasco.

Bella, catanese, 64 anni, ultradecano della cronaca nera in Sicilia, dove si è occupato per svariati anni di mafia, ha denunciato l’accaduto alle autorità competenti. Verosimilmente, autore delle minacce risulterebbe al momento una persona che ha messo a disposizione del “Giornale di Bergamo” ventimila euro da destinare a chiunque fornisca notizie utili per identificare l’assassino di Yara.

L’autore delle minacce tenta di indurre scrittore e casa editrice a bloccare la diffusione del libro, per motivi al momento oscuri, sui quali dovrà far luce l’autorità giudiziaria.  IL CASO

yaraBella non è proprio l'ultimo arrivato se si parla di indagini giornalistiche: per anni, infatti, ha seguito i più spinosi casi di mafia in Sicilia e in Calabria, subendo le peggiori ripercussioniLa famiglia Gambirasio avrebbe bloccato il libro di Salvo Bella "Yara, orrori e depistaggi", appena pubblicato da Gruppo Edicom, che ha smentito la notizia definendola finalizzata a nascondere la verità sull'uccisione della ragazza.
Altri due libri in preparazione sul giallo di Yara Gambirasio che stavano vedendo la luce nel 2011 non furono in passato pubblicati. La parrocchia di Brembate di Sopra,  il paese in cui viveva Yara, stava preparando un volume con l'aiuto del parroco Don Corinno Scotti, che rinunciò all'iniziativa su espressa richiesta della famiglia. Nello stesso anno l'infermiere Alessandro Castellani di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo non diede alle stampe un suo libro perché subito dopo l'annuncio fu addirittura sospettato perché conosceva alcuni particolari non noti della vita di Yara.
Il libro di Salvo Bella è l'unico uscito finora sull'uccisione di Yara. La notizia  del suo "blocco" è apparsa sul sito www.intopic.it, nel quale si legge che "la famiglia Gambirasio ha costretto la casa editrice a ritirarlo dal mercato". A Gruppo Edicom non si dichiarano stupiti: "Il giornalista Salvo Bella ha compiuto un'analisi approfondita sul fallimento delle indagini e chiama in causa personaggi di apparati dello Stato che avrebbero commesso dei depistaggi. La particolarità del contenuto ha diffuso atteggiamenti reverenziali e posizioni di autocensura per non dispiacere dei potenti tirati in ballo con nomi e cognomi, cercando in tal modo di mettere tutto a tacere. Nel Bergamasco molte librerie hanno rifiutato il libro, ma la famiglia Gambirasio non c'entra e semmai avrebbe potuto adoperarsi per diffonderlo anziché per bloccarlo: né noi né l'autore del libro abbiamo avuto con loro, direttamente o indirettamente, alcun contatto".
 
Bella non è proprio l'ultimo arrivato se si parla di indagini giornalistiche: per anni, infatti, ha seguito i più spinosi casi di mafia in Sicilia e in Calabria, subendo le peggiori ripercussioni (GIORNALE DI BERGAMO)
 
Boicottato il libro dei depistaggi su Yara (BERGAMONEWS)
 
“All’epoca dell’omicidio – scrive Bella - le indagini furono avviate in ambienti inquinati" (NERO CAFE')
 
"Non appena Yara sparì e per i tre mesi successivi il questore continuò ad affermare in tv e sui giornali che avrebbe riportato a casa la ragazzina, viva, però sappiamo che invece era morta da tempo" (TUTTACRONACA)

Un messaggio “intercettato” involontariamente ha fatto temere giovedì per mezz’ora che sabato 15 febbraio sarebbe saltato in aria a Venezia il Ponte di Rialto, ma la Polizia Postale di Milano, subito avvertita, ha suggerito di presentare alle 9 dell’indomani una denuncia.

“Sarà phishing, può presentare una denuncia”.

“Ma non è un messaggio trappola. Questo è autentico, è pervenuto a noi per errore e vorrei informarvi del contenuto, che mi sembra sospetto. Si parla di scatoloni e grandi sacchi da portare sabato sotto il Ponte di Rialto. Se vogliono farlo saltare in aria?”.

“Vuole istruzioni? Chiami domani alle 9”.

Questa è la sintesi della bizzarra conversazione avvenuta giovedì 13 febbraio al telefono poco dopo le ore 17 non fra due buontemponi: uno degli interlocutori, infatti, stava rispondendo dal Compartimento Polizia Postale Lombardia di Milano, cioè uno dei più importanti organismi con personale che ha specifiche qualifiche professionali e approfondite conoscenze informatiche e di polizia giudiziaria.

Nessuno, comunque, voleva far saltare il Ponte di Rialto: poco dopo, infatti, l’ha potuto chiarire con un rapido accertamento un maresciallo dei carabinieri.

L'ARTICOLO

Malaffare, mafia e politica: anche a Catania c'è adesso chi trema dopo la sentenza del gup Marina Rizza, che ha condannato a sei anni e otto mesi di reclusione per concorso esterno in associzione mafiosa l'ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per l’Autonomia. La procura della repubblica aveva chiesto la condanna a dieci anni. Nel corso del procedimento, Lombardo, che si protesta innocente, si era dimesso da governatore il 30 luglio del 2012.

L'inchiesta riguarda vicende di politica, clientelismo e mafia nel capoluogo etneo, dove la malavita organizzata avrebbe indirizzato i voti verso "amici" in cambio di favori in rapporti con pubbliche amministrazioni. Gli atti per processo sono tornati al pubblico ministero per valutare la posizione di Mario Ciancio Sanfilippo, editore e direttore del quotidiano "La Sicilia", il cui nome è finito nelle intercettazioni telefoniche alla base delle accuse.

A Catania 'è chi trema per il filone di indagini, che apre uno squarcio importante, con una nuova stagione giudiziaria che manifesta finalmente la mancanza di soggezioni nei confronti di ambienti di potere considerati in passato intoccabili.

racconti-gialliQui puoi pubblicare un Tuo racconto giallo inedito,
farlo leggere e votare dai Tuoi amici.

 

COME FARE

Allega il file del Tuo racconto inedito (in uno dei seguenti formati: doc, rtf, pdf) a una email, inserisci nel corpo del messaggio le Tue generalità complete (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, telefono) e invia all'indirizzo

                                                                                                            Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Inviando il racconto assicuri che l'hai scritto Tu, detieni su di esso tutti i diritti e non pretendi nulla per l'eventuale pubblicazione. 

06 Agosto 2019

Servizio RSS - Db_news offerto da www.carabinieri.it
  • Ambulanze danneggiate a Milano, denunciato 21enne
    (AGI) - Milano, 6 ago. - Un 21 enne e' stato denunciato a piede libero dai carabinieri perche' avrebbe danneggiato alcune ambulanze dell'associazione 'Croce verde Baggio' nei giorni scorsi. Le forze dell'ordine lo hanno individuato attraverso dei testimoni e a un video in cui lo si vedeva allontanarsi dai mezzi parcheggiati. Quando nei giorni successivi e' stato identificato, era vestito con gli stessi abiti con cui lo si vedeva nelle immagini registrate. I militari della stazione San Cristoforo hanno trovato il giovane, che ha precedenti penali, ieri sera intorno alle 22 con indosso un coltello nel parco del quartiere di Baggio, nei pressi di via Pistoia. (AGI) Mad
  • ANIMALI: LAZIO, CARABINIERI SEQUESTRANO 70 UCCELLI SELVATICI
    origine legale Roma, 6 ago. - (AdnKronos) - Un totale di 70 esemplari di uccelli selvatici sono stati sequestrati dai Carabinieri del raggruppamento Cites, grazie alle segnalazioni dei volontari della Lipu e di Ornis Italica, e in parte liberati dalla Lipu in varie località del Lazio. L'operazione ''Ali azzurre 2'' è il frutto di un'attività di indagine iniziata nell'estate del 2018 e che ha portato a sette perquisizioni in varie località nelle province di Roma, Rieti e Latina. Alle operazioni hanno partecipato i volontari della Lipu in qualità di ausiliari di Polizia giudiziaria. Oltre agli uccelli sono stati sequestrati 600 anelli di marcaggio destinati ad essere applicati agli uccelli selvatici prelevati in natura (pratica vietata dalla legge) per farli sembrare di origine legale. Gli animali sequestrati sono stati presi in consegna dalla Lipu e liberati in parte in provincia di Latina (per quanto riguarda le specie ballerina gialla, saltimpalo, usignolo, pettazzurro, passero solitario, codirosso comune) e, per le specie più tipicamente montane come ortolano, codirossone e zigolo giallo, in provincia di Rieti. Le ghiandaie marine, invece, sono state riposizionate in altri nidi artificiali in provincia di Viterbo e sono state tutte adottate con successo. (Mst/AdnKronos)
  • Roma: controlli Carabinieri a Esquilino e San Lorenzo, 8 arresti
    (AGI) - Roma, 6 ago. - Otto persone arrestate, 19 sanzionate amministrativamente, un centinaio di dosi di droga sequestrate. E' il bilancio dei controlli effettuati nelle ultime 48 ore dai Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante nelle aree comprese tra l'Esquilino, San Lorenzo e Pigneto. In manette e' finito un 28enne romeno, senza fissa dimora e con precedenti, bloccato appena dopo aver asportato 14 telefoni cellulari, in pessimo stato di conservazione, da un'area di stoccaggio adibita a recupero di materiale elettronico. Un suo connazionale 37enne e' stato invece arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Corte d'Appello di Roma in relazione ad un mandato di arresto europeo emesso dall'autorita' giudiziaria romena. All'Esquilino, un 57enne della Tanzania, senza fissa dimora e con precedenti, e' stato sorpreso a spacciare dosi di eroina ad un cittadino tunisino: nelle tasche del pusher sono state trovate altre dosi della stessa sostanza, per un peso complessivo di 75 grammi, e oltre 250 euro. Per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti sono stati fermati anche due cittadini del Senegal, di 22 e 25 anni, bloccati dopo aver ceduto dosi di marijuana ad un giovane romano: i due avevano addosso decine di dosi della stessa droga e 70 euro. In via Giolitti, un 18enne del Gambia e' stato sorpreso a cedere dosi di marijuana ad un 19enne sudafricano: il giovane ha opposto resistenza ma e' stato prontamente bloccato. In zona San Lorenzo, i militari hanno notato due uomini, un 28enne originario di Napoli e un 31enne romano, aggirarsi tra gli avventori dei locali in via dei Sabelli: bloccati mentre cedevano della cocaina un ragazzo, sono stati trovati in possesso di altre 13 dosi e di denaro contante. In casa del 31enne, poco distante, sono stati trovati altra sostanza stupefacente, bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento, oltre a 1.800 euro circa, ritenuti provento dell'attivita' illecita. (AGI) Bas
  • OSTIA: CONTROLLI DEI CARABINIERI, 7 ARRESTI E 4 DENUNCE
    Ostia, 6 ago. (AdnKronos) - Nel corso dei numerosi servizi attuati nel territorio di competenza da parte dei Carabinieri del Gruppo di Ostia, sono state arrestate 7 persone ed altre 4 sono state denunciate in stato di libertà. Proprio in questo particolare frangente sono stati attuati numerosi posti di controllo alla circolazione stradale, specialmente nell'arco notturno, nel corso dei quali sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Roma 2 persone, di 25 e 46 anni, per guida in stato di ebrezza, ad entrambi i conducenti è stata ritirata la patente di guida. Sempre durante un controllo alla circolazione nella nottata di ieri ad Ostia i Carabinieri hanno arrestato un tunisino 50enne. I militari stavano effettuano un controllo stradale nei pressi del piazzale della Posta di Ostia, quando hanno notato una vettura che, alla vista del posto di controllo, ha effettuato una brusca frenata per poi invertire la marcia e darsi velocemente alla fuga. I Carabinieri si sono messi immediatamente all'inseguimento dell'auto che, nel tentativo di allontanarsi e far perdere le proprie tracce, ha effettuato molteplici manovre azzardate che, fortunatamente per l'orario notturno, non hanno creato conseguenze ai pochi utenti della strada; in breve tempo, però, il conducente della vettura è stato bloccato e costretto a scendere dal veicolo. (segue) (Stg/AdnKronos)
  • DROGA: SORPRESO IN CASA CON HASHISH E MARIJUANA, UN ARRESTO A VI
    VITTORIA (RAGUSA) (ITALPRESS) - I carabinieri di Vittoria hanno arrestato un operaio 40enne con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. In particolare, i militari, dopo una lunga attivita' di osservazione nei pressi dell'abitazione del pusher, hanno fatto accesso all'interno e hanno rinvenuto in mobile un sacchetto di cellophane contenente hashish e marjuana, per un peso complessivo di oltre 30 grammi, oltre a un bilancino di precisione e a vario materiale usato per il confezionamento della droga. Per l'uomo sono scattati gli arresti domiciliari. (ITALPRESS).
  • Lancio cassonetto contro 12enne in Liguria, trovato responsabile
    (AGI) - Genova, 6 ago. - E' stato individuato il presunto responsabile del lancio di un cassonetto che, nella notte tra venerdi' e sabato, ha ferito gravemente un dodicenne francese in campeggio con la famiglia sulla spiaggia di Bergeggi (Savona). I carabinieri, che stanno conducendo le indagini, sarebbero arrivati a lui dopo aver interrogato alcuni ragazzi che, quella notte, avevano partecipato a una festa in una discoteca non distante dal luogo in cui e' stato ferito il ragazzino. I dettagli saranno diffusi oggi alle 11 in una conferenza stampa che si terra' al comando provinciale dei carabinieri di Savona. Intanto, restano gravi le condizioni del ferito, operato nelle scorse ore all'ospedale Gaslini di Genova e ancora in prognosi riservata. Il dodicenne ha subito un grave trauma cranico facciale. (AGI) Ge4/Rob
  • Rapina supermercato armato di coltello, arrestato da Cc
    (ANSA) - BARI, 6 AGO - Un 35enne accusato di avere assalito un supermercato è stato arrestato da carabinieri della stazione di Triggiano per rapina aggravata. L'uomo, travisato con occhiali, una grossa sciarpa blu ed un berretto di colore verde, aveva fatto irruzione armato di coltello, minacciando l'addetta alle casse ed intimandogli di consegnargli l'incasso: 295 euro. Il 35enne è fuggito a piedi, ma è stato bloccato da militari dell'Arma intervenuti dopo una segnalazione al 112, recuperando anche il bottino, che è stato restituito al legittimo proprietario. L'uomo, dichiarato in stato di arresto, è stato condotto nella casa circondariale di Bari. (ANSA).

Yara GambirasioYara Gambirasio sparì a 13 anni la sera del 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra, mentre a piedi si dirigeva a casa subito dopo essere uscita da una palestra. Fu trovata poi uccisa il 26 febbraio 2011 a Chignolo d'Isola.

 

 

 

Silenzi e piste sconcertanti hanno allontanato dalla verità

Paolo BorsellinoVincenzo Ricciardi

Il giornalista Salvo Bella nel suo libro "Yara, orrori e depistaggi" pubblicato da Gruppo Edicom chiama in causa le istituzioni per il fallimento delle indagini.

La ricostruzione mette in luce che le indagini sono state complesse e di una laboriosità non sempre giustificata, soprattutto dopo il ritrovamento del cadavere di Yara. Nulla avvalorerebbe finora l'ipotesi, seguita quasi a senso unico dagli inquirenti, che la ragazza sia stata sequestrata e uccisa a scopo sessuale. Le indagini sono state però rese più difficili da una sorta di inquinamento ambientale e dal privilegio di qualche pista suggestiva. Il questore di Bergamo Vincenzo Ricciardi aveva dichiarato per tre mesi che avrebbe riportato Yara viva a casa e indirizzava evidentemente gli investigatori sull'errata supposizione che la ragazza fosse viva e ostaggio di rapitori.

Ricciardi, andato in pensione, non era però un funzionario qualsiasi: aveva lavorato infatti alla squadra mobile di Palermo gomito a gomito con Arnaldo La Barbera, uno degli uomini più prestigiosi che la polizia abbia mai avuto, e in quelle circostanze contribuì all'arresto degli assassini del giudice Paolo Borsellino: peccato, però, che si trattò di un depistaggio, per tenere lontani dalle indagini i veri autori della strage. 

Il Giornale di Bergamo: un telefono per le segnalazioni

Il Giornale di Bergamo ha raccolto l'iniziativa di un imprenditore di Padova che ha messo a disposizione ventimila euro per chiunque fornisca notizie utili alla cattura dell'assassino di Yara Gambirasio. Il quotidiano ha attivato il numero verde 329 1129 468, attraverso il quale è possibile fare le segnalazioni.

Libri di Salvo Bella e Tommaso Accomanno
sul caso Yara Gambirasio e Massimo Bossetti.
yara
 
9788882363710
 
Informazione.it - 2009
   

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I libri su Yara

Libri di Salvo Bella e Tommaso Accomanno
sul caso Yara Gambirasio e Massimo Bossetti.
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9788882363710
 
Informazione.it - 2009
   

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