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Caratteristiche del satellite WorldView 1BRESCIA - Immagini satellitari rivelatrici di un nuovo scenario sulla morte di Yara Gambirasio oppure inutili per far cancellare l’ergastolo a Massimo Bossetti? C’è sulle riprese satellitari una sorta di misterioso gioco delle tre carte: non ne esistevano secondo la Procura di Bergamo, anzi erano inutili, ma la Procura generale ne ha tirato fuori adesso a sorpresa, come da un cappello magico, per sminuire l’importanza eventuale di questi mezzi di prova. La questione, appena emersa venerdì scorso all’apertura, sarà oggetto di discussione al processo in corso in Corte d’Assise d’appello, dove domani avrà la parola la difesa.

I difensori di Bossetti, com’è noto, con i motivi aggiuntivi d’appello hanno consegnato ai giudici una foto ripresa alle 10,41 del 24 gennaio 2011 nel campo di Chignolo d’Isola: essa proverebbe che non c’era il cadavere di Yara, poi scoperto proprio lì il 26 febbraio 2011 da un aeromodellista. La sentenza di primo grado sostiene invece che la ragazza morì lì la sera della sparizione, il 26 novembre 2010. Com'è possibile?

 

WorldView-1 ha ripreso le immagini almeno ogni 15 giorni

La foto non è l’unica carta della difesa, anzi si è da poco aggiunta a una serie di contestazioni, la prima delle quali riguarda le tracce di dna rinvenute sugli slip della Gambirasio e attribuite a Bossetti. Essa assume tuttavia un rilievo importante essendo stata acquisita da un satellite commerciale dei più avanzati al mondo, il WorldView-1: lanciato dalla California nel 2007, le sue immagini hanno infatti una risoluzione elevatissima, tant’è che un punto a schermo (pixel) corrisponde nella realtà a cinquanta centimetri; quanto può bastare, cioè, per riconoscere la presenza di un corpo steso sul suolo.

Oltre a quella consegnata dagli avvocati di Bossetti, lo stesso satellite, per le sue caratteristiche orbitali, dovrebbe avere ripreso altre immagini dello stesso tratto di terreno a Chignolo d’Isola con cadenza non superiore a quindici giorni.

Fra mancata ripetizione della perizia sul dna che ha incastrato Bossetti e insistenza per tener fuori dal processo di primo grado materiali di indagine mai messi a disposizione dei giudici da parte dell’accusa, non c’è da stare allegri.

   

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