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bossetti-2Le indagini sulla misteriosa uccisione di Yara Gambirasio non sono riuscite tuttora a far luce sulla personalità del presunto assassino, il carpentiere Massimo Giuseppe Bossetti, che, in carcere dal 16 giugno, continua a proclamare la sua innocenza. Dagli accertamenti insistenti sulla sua vita sembra improbabile che luomo possa essere un maniaco sessuale: non risultano infatti comportamenti in tal senso né tendenze pedofile negli anni antecedenti e in quelli successivi al delitto, commesso fra Brembate di Sopra in provincia di Bergamo, dove la ragazza sparì la sera del 26 novembre 2010, e Chignolo dIsola, dove il corpo privo di vita fu ritrovato casualmente il 26 febbraio 2011. Nonostante ciò, il giudice per le indagini preliminari Ezia Maccora, sposando pienamente la tesi accusatoria del pm Letizia Ruggeri, ha respinto listanza di scarcerazione presentata dagli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni, ritenendo che Bossetti potrebbe reiterare il reato del quale è accusato, cioè tornare a colpire.

Il maniaco sessuale è quasi sempre un soggetto dalla doppia personalità, ma a carico di Bossetti non cerano mai stati sospetti o segnalazioni; gli inquirenti, inoltre, non gli hanno trovato, durante le perquisizioni, materiale pornografico né tracce di visite a siti internet porno. Ormai è noto che il presunto assassino conduceva invece una vita regolare in famiglia, con i tre figlioletti e la moglie Marita Comi, una donna bella di  40 anni come avrebbe potuto desiderarla, entrambi ignari che lui fosse nato, come afferma laccusa, da una relazione extraconiugale della madre con lautista Giuseppe Guerinoni, attraverso il cui dna si è risaliti appunto a Bossetti perché a lui apparterrebbe il sangue rilevato sui leggins di Yara Gambirasio.

In pratica è facile comprendere perché lindagato debba restare in carcere pur in mancanza di una sentenza definitiva di colpevolezza: secondo il gip, la pericolosità di Bossetti si desume dalle modalità efferate dell'omicidio. La giurisprudenza, però, non è univoca in materia di reiterazione del delitto, perché la Cassazione ha anche sostenuto che gli aspetti di disvalore della personalità devono essere enucleati o dalle precedenti condanne o, in mancanza, da specifiche sue condotte anterori, coeve o successive alreato contestato, ma ad esso estranee, che dimostrino comunque l'inclinazione, permanente o temporanea, adelinquere. Ci sarà battaglia, perciò, tra la difesa e i magistrati. IL CASO

Salvo Bella

   

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